Connessioni Persistenti ai Database

Connessioni persistenti sono collegamenti che non vengono chiusi quando l'esecusione di uno script viene terminata. Quando è richiesta una connessione persistente, PHP controlla se esiste già una identica connessione persistente (che è rimasta aperta da prima) - e se esiste, la usa. Se non esiste, crea il collegamento. Una connessione 'identica' è una connessione aperta verso lo stesso host, con lo stesso username e la stessa password (dove applicabile).

Chi non ha molta familiarità con il modo in cui lavorano i server web e di come essi distribuiscano il carico potrebbero confondere le connessioni permanenti per ciò che esse non sono. In particolare, non danno la possibilità di aprire 'sessioni utente' sullo stesso collegamento, non danno la possibilità di gestire una transazione in maniera efficiente e sopratutto non fanno molte altre cose. Infatti, per essere molto chiari su questo punto, le connessioni persistenti non hanno nessuna funzionalià che non era disponibile con le loro omonime non-persistenti.

Perché?

Questo ha a che fare con il modo in cui i server web operano. Ci sono tre modi in cui un server web può utilizzare PHP per generare le pagine web.

Il primo metodo è quello di usare il PHP come un "wrapper" (involucro) CGI. Quando viene eseguito in questa modalità, per ogni pagina che viene richiesta al server web che contenga del codice PHP, viene creata e, alla fine dell'esecuzione, distrutta, una istanza dell'interprete PHP. Poiché viene distrutta alla fine di ogni richiesta, qualunque risorsa abbia acquisito (come ad esempio un collegamento ad un server di database SQL) verrà anch'essa distrutta. In questo caso, non vi è nessun guadagno nell'usare le connessioni persistenti -- semplicemente esse non persistono.

Il secondo, e pi√Ļ popolare, metodo √® quello di eseguire il programma PHP come modulo in un server web multiprocesso, cosa che attualmente include solo Apache. Un server multiprocesso ha tipicamente un processo (il padre) che coordina un insieme di processi (i suoi figli) che sono quelli che generano le pagine web. Quando arriva una richiesta da parte di un client, questa √® passata ad uno dei figli che in quel momento non √® gi√† occupato a servire un altro client. Questo significa che quando lo stesso client effettua una seconda richiesta al server, esso potr√† essere servito da un diverso processo figlio rispetto a quello della prima volta. Quando si aprono delle connessioni persistenti, ciascuna pagina successiva che richiede dei servizi SQL, pu√≤ riutilizzare la connessione al server SQL precedente.

L'ultimo metodo è quello di usare il PHP come una plug-in per un server web multithread. Attualmente PHP 4 supporta ISAPI, WSAPI e NSAPI (su piattaforma Windows), i quali permettono di usare PHP come una plug-in sui server web multithread come FastTrack (iPlanet) di Netscape, Internet Information Server (IIS) di Microsoft e WebSite Pro di O'Reilly. Il comportamento è essenzialmente lo stesso che si ha nel modello multiprocesso descritto prima.

Se le connessioni persistenti non hanno nessuna funzionalit√† aggiuntiva, perch¬ī usarle?

La risposta, in questo caso è estremamente semplice: efficienza. Le connessioni persistenti sono utili se il carico di lavoro necessario per aprire una connessione al server SQL è alto. Che il carico sia molto alto o meno dipende da molti fattori. Quali, il tipo di database che si utilizza, il fatto che esso si trovi sulla stessa macchina sulla quale si trova il server web, quanto carico di lavoro ha la macchina sulla quale si trova il server SQL, e molte altre ragioni. Il fatto importante è che se il carico di lavoro necessario per aprire le connessioni è alto, le connessioni persistenti possono aiutare in maniera considerevole. Fanno in modo che il processo figlio si colleghi semplicemente una volta durante la sua intera vita, invece di collegarsi ogni volta che processa una pagina che richiede una connessione al server SQL. Questo significa che per ogni figlio che ha aperto una connessione persistente, si avrà una nuova connessione persistente aperta verso il server. Per esempio, se si hanno 20 diversi processi figlio che eseguono uno script che crea una connessione persistente al server SQL server, si avranno 20 diverse connessioni al server SQL, una per ogni figlio.

Si fa notare, tuttavia, che questo può avere degli svantaggi se si fa uso di un database che ha un limite al numero di connessioni, minore rispetto al numero delle connessioni persistenti dei procesi figlio. Se per esempio di usa un database con 16 connessioni simultanee, e durante un periodo di intensa attività del web server, 17 processi figlio cercano di collegarsi, uno non sarà in grado di farlo. Se nei vostri script ci sono bug che non permettono alle connessioni di chiudersi in maniera regolare (come ad esempio un loop infinito), un database con sole 16 connessioni diventerà rapidamente saturo. Fare riferimento alla documentazione del database per informazioni su come gestire connessioni abbandonate o inattive.

Avviso

Ci sono un paio di altri caveat da tenere in considerazione quando si usano le connessioni persistenti. Uno è che quando si usa il table locking su una connessione persistente, se lo script, per una qualunque ragione non è in grado di rimuovere il blocco, allora i successivi script che useranno la stessa connessione rimarranno bloccati in maniera indefinita e potrebbe essre necessario riavviare il server httpd o il server database. Un altro è che quando si usano le transazioni, un transaction block verrà trasferito anche allo script successivo che usa la medesima connessione, se lo script in esecuzione termina prima che sia terminato il transaction block. In entrambi i casi, si può usare register_shutdown_function() per registrare una semplice funzione di pulizia per sbloccare le tabelle o effettuare il roll back delle transaczioni. Sarebbe meglio non dover affrontare il problema, semplicemente non usando le connessioni persistenti negli script che usano i lock delle tabelle o le transaczioni (si possono comunque usare in altre situazioni).

Sommario importante. Le connessioni persistenti sono state pensate per avere una mappatura uno-a-uno con le connessioni di tipo normale. Ciò significa che si dovrebbe sempre essere in grado di cambiare una connessione persistente con una connessione non-persistente, e che questo non dovrebbe cambiare il modo in cui lo script si comporta. Può (e probabilmente succederà) cambiare l'efficienza dello script, ma non il suo comportamento!

Vedere anche fbsql_pconnect(), ibase_pconnect(), ifx_pconnect(), ingres_pconnect(), msql_pconnect(), mssql_pconnect(), mysql_pconnect(), ociplogon(), odbc_pconnect(), oci_pconnect(), pfsockopen(), pg_pconnect(), e sybase_pconnect().